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Il Decreto “CURA ITALIA” da 25 miliardi: tutte le misure per famiglie e imprese

16 marzo 2020  ora 17,40

 

Redazione Avellino Tv7 – Dopo una lunga serie di rinvii, solo a mezzogiorno e dieci è iniziato il Consiglio dei ministri, atteso già venerdì scorso per varare il maxi-decreto – di fatto quasi una nuova manovra economica di fine inverno, salita ormai dagli iniziali 12 al doppio, 25 miliardi circa – contenente i primi aiuti alle imprese e alle famiglie messe duramente alla prova dall’emergenza del coronavirus. La riunione è terminata dopo due ore, intorno alle 14,15. Il pre-Consiglio (quello aperto ai tecnici ministeriali) si è protratto invece per lunghe ore nel pomeriggio di una domenica infinita, il che ha portato a un ulteriore slittamento per questa insolita riunione governativa che, per la prima volta, vedrà molti ministri presenti solo in video-conferenza, proprio per il rispetto delle norme sanitarie stabilite: dapprima ipotizzato per le 9, poi rinviato alle 10, il Cdm è slittato ancora di un paio d’ore. Comunque è stata definita una bozza (suscettibile ovviamente di modifiche) che, fra aggiunte e infinite limature, è lievitata a 120 articoli e che dà una prima definizione delle norme attese. Prevedendo anche la facoltà di ricorrere a nuovo debito pubblico per finanziare le casse dello Stato. «Alla fine probabilmente arriveremo già in questo decreto a quasi tutti i 25 miliardi» autorizzati dal Parlamento, ha detto domenica sera in tv il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che ha aggiunto per rassicurare: «Nessuno sarà lasciato solo». In tutto, dato l’effetto-leva di molti interventi, sono mobilitate risorse per un totale di ben 350 miliardi, una cifra pari in percentuale del Pil ai 550 annunciati da Angela Merkel per la Germania. Al solo sostegno all’occupazione sono destinati 10 miliardi, ha annunciato il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo.

Roberto Gualtieri Ministro dell’Economia

«Sono davvero orgoglioso – commenta il premier Giuseppe Conte – perché sono partecipe di questa grandiosa comunità che addirittura ho l’onore di guidare in questo frangente così complesso per la nostra storia. Alcuni italiani sono in trincea, negli ospedali, nelle fabbriche, nelle farmacie, dietro le casse di un supermercato. Tanti rimangono a casa ma non rimangono inerti, li sostengono da un balcone, cantano con loro l’inno nazionale. Possiamo essere orgogliosi di essere italiani. Insieme ce la faremo». Assicura che «il governo è vicino alle imprese, i professionisti, le famiglie, alle donne e gli uomini, i giovani che stanno facendo enormi sacrifici per tutelare il bene più alto. Nessuno deve sentirsi abbandonato e questo decreto lo dimostra». Per Conte «è una manovra economica poderosa: non abbiamo pensato e non pensiamo di combattere un’alluvione con gli stracci. Stiamo cercando di costruire una diga per proteggere imprese famiglie lavoratori».

Versamenti fiscali rinviati. I versamenti Iva e delle altre ritenute – tipo l’Irpef sugli stipendi di febbraio -, in scadenza oggi 16 marzo, sono sospesi e rinviati di 4 giorni, al 20 marzo (ma Gualtieri ha invitato chi è in grado di farlo a pagare comunque il 16). Le imprese più colpite dal coronavirus (dello sport, comprese le palestre, dell’arte e della cultura come teatri e cinema, del trasporto, ristorazione, educazione e assistenza) potranno però avvantaggiarsi della sospensione fino al 31 maggio dei versamenti di ritenute, contributi, premi assicurativi e Iva in scadenza di marzo. Alla ripresa della riscossione, i versamenti sospesi saranno effettuati, senza sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione o con un massimo di 5 rate mensili a partire da maggio 2020.

Mascherine. Un articolo aggiunto dispone che è consentito produrre mascherine chirurgiche in deroga alle vigenti norme. Le aziende produttrici che intendono avvalersi della deroga devono inviare all’Iss una autocertificazione sulle caratteristiche tecniche della loro produzione, rispettando tutti i requisiti di sicurezza. L’Iss in 2 giorni si pronuncerà sulla rispondenza alle norme vigenti. Confermati anche gli incentivi a fondo perduto alle imprese che già le producono.

50 milioni per dispositivi ai lavoratori. Stanziati 50 milioni da distribuire alle imprese per l’acquisto di guanti e mascherine. I fondi saranno trasferiti dall’Inail a Invitalia entro il 30 aprile.Previsto anche un credito d’imposta del 50% per le spese sostenute dalle imprese per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, fino a un massimo di 20mila euro.

Congedi retribuiti al 50%. Arrivano i congedi aggiuntivi – fino a 15 giorni – per i genitori che hanno figli sotto i 12 anni costretti a casa dalla chiusura delle scuole. I congedi saranno retroattivi, a partire dal 5 marzo, per tutti i dipendenti. Saranno da utilizzare tra mamma e papà non contemporaneamente, e l’indennità sarà pari al 50% della retribuzione. Nessun limite di età in caso di figli disabili. Sarà poi riconosciuto un altro congedo speciale ai dipendenti con figli tra 12 e 16 anni: sarà non retribuito, ma con diritto a mantenere il posto di lavoro.

Senza congedi, buono baby-sitter da 600 euro. In alternativa ai congedi parentali, i genitori lavoratori dipendenti con figli sotto i 12 anni potranno richiedere i buoni per baby-sitter. L’assegno sarà da 600 euro al mese, come aveva chiesto il ministero per la Famiglia, e verrà “erogato mediante il libretto famiglia”. Il buono sale a 1.000 euro per le famiglie in cui uno dei coniugi è medico, infermiere, tecnico sanitario o ricercatore.

Arriva un “fondo di ultima istanza”. Novità anche per i più bisognosi. Viene istituito un “fondo per il reddito di ultima istanza”, finanziato con 200 milioni. Consiste in una forma di sostegno al reddito per lavoratori dipendenti e autonomi, che abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività e che nel corso del 2019 non avevano guadagnato più di 10mila euro. Sarà il ministero del Lavoro a definire successivamente i criteri.

Reddito di cittadinanza per 2 mesi senza condizioni. Sospese per 2 mesi le condizioni previste per ricevere il reddito di cittadinanza, quali l’immediata disponibilità al lavoro e l’impegno in attività di servizio alla comunità. Per la stessa durata sono sospesi anche i termini previsti per i percettori delle indennità Naspi e Discoll e per i beneficiari di integrazioni salariali.

Cassa per tutti, anche per le aziende con 1 solo addetto, stanziati 5 miliardi. Arrivano quasi 5 miliardi per gli ammortizzatori sociali, estesi alle imprese di tutti i settori per la durata di 9 settimane. Nel dettaglio, si prevedono circa 1,3 miliardi per la Cig ordinaria e per trasformare in ordinaria la Cigs (338 milioni). Altri 3,3 miliardi serviranno per l’estensione della cassa in deroga ai settori attualmente non coperti, compresi alberghiero, agricoltura e pesca, anche per le aziende con 1 solo dipendente. Resta escluso il lavoro domestico.

Premio ai “non pendolari”. Un premio di 100 euro per il mese di marzo 2020 verrà riconosciuto ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che abbiano continuato a lavorare nella sede di lavoro. L’incentivo spetta a chi guadagni non più di 40mila euro l’anno ed è esentasse. Viene rapportato ai giorni di lavoro in sede e verrà dato in via automatica dal datore di lavoro, se possibile nella “busta-paga” di aprile o, al più tardi, entro il conguaglio di fine anno.

Nuovi fondi per sanità e Protezione civile. Destinati 1,15 miliardi aggiuntivi al finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard e 1,5 miliardi al Fondo per le emergenze nazionali istituito presso la Protezione civile.

Più straordinari per personale sanitario. I dipendenti del Servizio sanitario impegnati nell’emergenza anti-virus avranno una paga maggiorata per le ore di straordinario. Per questo scopo sono stanziati 15 milioni. Previsti inoltre presidi sanitari straordinari anche per il servizio sanitario militare: il personale medico e infermieristico militare aumenterà di 320 unità, di cui 120 medici e 200 infermieri, attraverso l’arruolamento straordinario e temporaneo, con una ferma eccezionale della durata di un anno.

Stop ai mutui, anche per autonomi. Le rate del mutuo sulla prima casa sono sospese per chi è in difficoltà, senza necessità di presentare l’Isee. Il beneficio è esteso anche ai lavoratori autonomi. In pratica, si ampliano le maglie del già attivo “Fondo Gasparrini” anche a lavoratori autonomi o liberi professionisti che dovranno presentare l’autocertificazione di un calo di oltre un terzo del fatturato per l’emergenza, rispetto all’ultimo trimestre 2019. E’ revisto un fondo a garanzia di 500 milioni.

E agli autonomi una tantum da 600 euro. Sale a 600 euro, stando a quanto detto da Gualtieri, l’indennità una tantum riconosciuta sempre ai lavoratori autonomi (iscritti alle gestioni speciali dell’Inps), ai liberi professionisti titolari di partita Iva (attiva al 23 febbraio) e a chi ha una collaborazione coordinata e continuativa e che sarà erogata dall’Inps. L’indennità è prevista anche per collaboratori, per gli stagionali, i lavoratori del turismo e delle terme, dell’agricoltura e per i lavoratori dello spettacolo.

Possibili nuove emissioni di titoli di Stato. E per finanziare i maggiori costi dovuti all’emergenza, il governo decide che potranno essere emessi nuovi titoli di Stato di debito pubblico (fino a “coprire ” un massimo di 25 miliardi). Nella bozza si legge che “al fine di reperire le risorse per assicurare la liquidità necessaria è autorizzata l’emissione” di nuovi titoli pubblici per l’anno 2020. Lo stesso articolo fa riferimento anche ad altri fondi di copertura, senza al momento indicare però gli importi.

Terzo settore e disabili. Per le Onlus e le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle province autonome il termine di approvazione dei bilanci è differito al 31 ottobre 2020. Per le persone con disabilità, poi, le prestazioni sanitarie “di essenziale necessità” che non possono essere svolte a distanza sono già autorizzate per tutta la durata dello stato di emergenza. Sono poi disposte garanzie finanziarie per le prestazioni individuali domiciliari, durante il blocco delle scuole. Chi assiste persone disabili potrà inoltre chiedere fino a 24 giorni in più di permesso nei prossimi due
mesi. I permessi previsti dalla “legge 104” infatti potranno essere aumentati di 12 giorni sia nel mese di marzo che nel mese di aprile.

Alberghi per quarantene. Il prefetto può requisire strutture alberghiere, o altri immobili idonei, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria o in permanenza domiciliare. Il capo della Protezione civile può inoltre requisire in uso, o persino in proprietà, da ogni soggetto pubblico o privato “presidi sanitari e medico-chirurgici, nonchè beni mobili di qualsiasi genere”, per fronteggiare l’emergenza. Sono previsti degli indennizzi.

Cliniche private come ospedali. Le strutture sanitarie private, accreditate e non, devono mettere a disposizione il loro personale sanitario, i locali e le apparecchiature. Le prestazioni saranno remunerate dalle Regioni con una somma di denaro a titolo di indennità.

Più poteri al commissario Arcuri. Il capo del governo con un suo decreto nomina un commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure sanitarie. La norma, che avrebbe provocato qualche frizione con il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, dispone che il commissario (già individuato nella figura dell’ad di Invitalia, Domenico Arcuri) “opera fino alla scadenza” dello stato di emergenza e “con atti sottratti al controllo della Corte dei Conti”.

Raccomandate senza firme. Lettere e pacchi raccomandati saranno considerati consegnati mediante accertamento preventivo della presenza del destinatario o di persona abilitata al ritiro, ma senza raccogliere la firma della persona.

Rinvio documenti d’identità. La validità dei documenti di riconoscimento e d’identità è prorogata: se scaduti o in scadenza dopo l’entrata in vigore del decreto, varranno fino al 31 agosto 2020. Ma solo nei confini nazionali: la validità ai fini dell’espatrio resta difatti quella della data di scadenza indicata nel documento. Proroga anche per le revisioni delle auto.

Domenica e questa mattina dai “Palazzi” della politica, rigidamente chiusi in questa seconda settimana dell’era Covid-19, erano filtrate notizie ancora di forti tensioni fra la maggioranza che appoggia Giuseppe Conte e le opposizioni. Il nodo riguarda soprattutto l’ampiezza di copertura delle misure allo studio: il presidente del Consiglio vuole misure assistenziali solo per le categorie più deboli (redditi bassi, chi perde il lavoro, ecc.), mentre Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Forza Italia (con Mariastella Gelmini che fa sapere che «non è scontato il nostro sì»), chiedono interventi per tutti orizzontalmente. L’esempio è quello della sospensione dei mutui per la prima casa: il governo la prevedeva soltanto per chi si troverà in uno stato di cassa integrazione, il centrodestra voleva invece che fosse per tutti i cittadini (e pare averla spuntata su questo capitolo). E da questi margini più ampi dipende la maggior portata del provvedimento, destinato a far salire il deficit 2020 sopra il 3% del Prodotto interno lordo. E anche sul nodo Alitalia ci sono state forti tensioni.

Si tratta alla fine di un decreto unico, con dentro le norme per potenziare la sanità e quelle economiche. In attesa di un secondo testo, da varare ad aprile, anche per le misure più finalizzate invece al rilancio a medio-lungo termine delle strutture economiche. Al ministero dell’Economia i tecnici (molti dei quali anch’essi collegati da casa, novità che rende tutto un po’ più difficile) hanno lavorato fino all’ultimo per rimodulare l’articolato della legge, in modo tale da trovare una soluzione alle esigenze poste dalla politica. Esigenze che, in questo caso, sono ancora più stringenti, dato che la limitazione dei lavori parlamentari, in un Palazzo che si sente anch’esso assediato dal virus (soprattutto dopo la positività dei due vice-ministri Sileri, M5s, ed Ascani, del Pd), rende necessaria una concordia preventiva sui contenuti del provvedimento per accelerarne poi l’approvazione in aula, in questa fase di piena emergenza del Paese.

Intanto, in attesa del decreto-legge, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione informa che è già sospeso l’invio, sia attraverso le Poste ordinarie sia attraverso la Pec certificata, delle cartelle di pagamento e degli altri atti di riscossione per tutta la durata dell’emergenza coronavirus.