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MAGICA IRPINIA a cura di Massimiliano Carullo: AIELLO DEL SABATO

4 maggio 2020 –

A un tempo saggio custode e benevolo anfitrione del centro storico, la plurisecolare Quercia, assecondata dall’allegro canto dei cardellini che nidificano tra le sue folte fronde, dà il benvenuto nel grazioso borgo di Aiello del Sabato. Rassicurante eco che viene dal passato e si protende verso il futuro, la magnifica Quercia affonda le sue radici nella memoria storica di questi luoghi. Lussureggiante testimone di ataviche tradizioni; depositaria autorevole della vita della comunità; verde patriarca della coscienza collettiva, la Quercia di Aiello rientra tra gli Alberi Monumentali della nostra bella Irpinia. In quanto derivato dal verbo latino moneo, il termine monumento contiene in sé non solo l’idea del ricordo, ma, soprattutto, l’idea del ricordo che vuole ammonire, esortare, consigliare, ispirare, correggere. E, dunque, la Quercia monumentale del borgo custodisce l’eredità biologica del passato, serbando un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali. Memoria in corteccia e resina della storia del borgo, della sua comunità e delle sue tradizioni ancestrali è anche lo spettacolare Castagno (sito in Contrada Castagno Grosso), dinanzi al quale si racconta sia avvenuta l’apparizione della Madonna di Montevergine, che, fattosi il segno della croce, si sia poi seduta all’ombra della sua folta chioma. Sicché, per commemorare il prodigio, ogni anno la statua della Madonna viene portata in processione presso la pianta.

Ma il profondo rispetto e la salvaguardia della natura da parte degli abitanti del borgo (che, tra gli Alberi Monumentali, annovera anche i Platani di Viale della Vittoria, il Carpino di Via Fontana e le Roverelle di Contrada Carpino, sicché Aiello conquista il secondo posto nella classifica del numero di Alberi Monumentali presenti in Irpinia) sono già nel suo toponimo. Infatti la denominazione Aiello sarebbe di derivazione latina, dal vocabolo agellus, che, diminutivo di ager, significa piccolo campo coltivato, confermando, così, l’antica vocazione rurale di quest’ennesimo gioiello d’Irpinia (la seconda porzione del toponimo, Sabato, fu aggiunta all’indomani dell’Unità d’Italia per delibera del Consiglio municipale e, nel 1863, per Decreto Regio al fine di distinguere il paese da altri due Comuni omonimi). La matrice agricola, nel corso del tempo, ha assunto un volto eminentemente residenziale: infatti, l’amenità del luogo, immerso nella folta vegetazione di querce secolari, faggi, castagni, unitamente alla vicinanza ai Comuni di Avellino e Atripalda, ha favorito la crescita della popolazione, raddoppiata (in controtendenza con i dati della maggior parte dei Comuni irpini) in poco più di un secolo. E così il borgo ha visto l’arrivo di Avellinesi, Atripaldesi, Napoletani desiderosi di allontanarsi dalla confusione cittadina per trovare rifugio e ristoro in un luogo sereno e dall’aria salubre.

E, ad Aiello del Sabato, l’incanto della natura si coniuga splendidamente con le tradizioni e le bellezze artistiche. Mirabilmente incastonato nella tranquillità sorridente del borgo è Palazzo Ricciardelli, che, con il suo raccolto giardino interno, i suoi portali sapientemente lavorati, le sue preziose nicchie, vide soggiornare piacevolmente per qualche tempo la regina Giovanna I di Napoli. Il palazzo nasce come proprietà dei monaci benedettini dell’Abbazia di Montevergine, del che è prova evidente l’adiacenza alla chiesa di San Sebastiano, con la quale il palazzo costituiva e costituisce un solo corpo. Internamente il palazzo è diviso dalla chiesa da un chiostro, sotto il quale esiste un passaggio di collegamento, che veniva utilizzato dalle suore per entrare direttamente nella chiesa senza essere viste in pubblico. La residenza venne poi acquistata dalla famiglia Ricciardelli (il cui stemma è visibile sul grande portone di ingresso), che, successivamente, vendette l’intera proprietà alla famiglia De Ciuceis, che tuttora la detiene.

Alla presenza ad Aiello della regina Giovanna si lega la manifestazione Favolarte: nella prima settimana di agosto il borgo si trasforma nel gioioso palcoscenico di un “reality show” di ambientazione medioevale, che, nel suggestivo centro storico, nel susseguirsi delle antiche sfide tra le contrade, vede protagoniste la regina e le quattro principesse delle quattro contrade di Aiello, tra il profumo inebriante di antichi sapori e la carezzevole armonia dei suoni di un tempo.

Mentre la Quercia, splendida nella sua maestosa imponenza, partecipa sorniona all’allegria contagiosa della sua comunità.