di Mat. Lib. (Nuove Cronache) –
Avellino, 9 dic. ’25 – La 50ª edizione del Laceno d’Oro International Film Festival si è chiusa l’8 dicembre ad Avellino con una partecipazione vivace e una programmazione che, per una settimana, ha portato nel capoluogo irpino cinema d’autore, ospiti internazionali e nuove visioni. A conquistare il Premio “Laceno d’Oro 50” è Eighty Plus di Želimir Žilnik, scelto dalla giuria guidata da Andrei Ujică, che ha premiato il film “per la capacità di attraversare la storia con la grazia di un pianoforte che suona As Time Goes By sulla Jugoslavia scomparsa”. Menzioni speciali a Yrupẽ di Candela Sotos e Punku di Juan Daniel Fernández Molero. Il Premio “Gli occhi sulla città” va invece a Lengua Muerta di José Jiménez, riconosciuto per l’originale dialogo tra documento storico e sperimentazione visiva. La menzione speciale è stata attribuita a Samba infinito di Leonardo Martinelli. Per la sezione regionale, il Premio “Laceno d’Oro Spazio Campania – Chiara Rigione” è stato assegnato a Case cadute di Gianluca Abbate, opera capace di reinterpretare il trauma del terremoto irpino con uno sguardo che unisce memoria e reinvenzione. La menzione speciale va a Una cosa vicina di Loris G. Nese. Il Red Couch Award per la distribuzione è stato conferito a Randaghi di Enrico ed Emanuele Motti, definito “un racconto essenziale e poetico capace di illuminare esistenze marginali con autenticità”. Il pubblico ha premiato Je suis la nuit en plein midi di Gaspard Hirschi (sezione principale) e Lei di Parsifal Reparato (Spazio Campania), con menzioni rispettivamente a Méteors di Hubert Charuel e a Lievete da annanze o’ sole di Halim Mohammed. L’edizione del cinquantennale ha celebrato anche tre grandi maestri: Víctor Erice e Leos Carax, insigniti del Premio alla Carriera, e Andrei Ujică, che ha ricevuto il Premio d’Onore “Pier Paolo Pasolini”. A ciascuno è stata dedicata una retrospettiva e una masterclass. Una quarta retrospettiva ha omaggiato la casa di produzione finlandese It’s Alive Films. Fondato da Pasolini nel 1959 insieme a Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio, il Laceno d’Oro continua a distinguersi come uno dei festival più sensibili alle forme innovative del cinema e ai nuovi linguaggi del reale, confermandosi anche quest’anno come uno degli appuntamenti culturali più significativi della Campania.
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